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Sicilia. Appello Cirone a deputati nazionali: no prelievo forzoso per ex Province

 

“Faccio appello alla deputazione nazionale siciliana affinché, nell’ambito della definizione del DEF, si impegni per abolire il prelievo forzoso verso le ex Province dell’isola che nel 2017 è fissato in 230 milioni”. Lo dice Marika Cirone Di Marco, parlamentare regionale del PD.

 

“Nonostante gli sforzi del governo regionale che, se pur alle prese con un bilancio con minimi margini di movimento è riuscito a stanziare 130 milioni per le ex Province, se venisse attuato il prelievo forzoso gli enti locali sarebbero condannati al probabile dissesto. Prendiamo ad esempio la situazione dell’ex Provincia di Siracusa dove i dipendenti non percepiscono salari da ben cinque mesi e il prelievo è di 22 milioni, tre in più dello scorso anno”.

 

“È evidente – conclude  – che in questo modo gli enti sono alla paralisi, non posso intervenire in materia di manutenzione di edilizia scolastica né provvedere al semplice riscaldamento dei locali per gli studenti. Serve un intervento del governo e dei parlamentari eletti in Sicilia alla Camera ed al Senato: si impegnino tutti, al di là dei colori e delle casacche, per difendere gli enti locali , i servizi erogati e i dipendenti ai quali bisogna assicurare certezze sul futuro lavorativo”.

 

 

“Con Fabrizio Micari la Sicilia può fare un salto di qualità: durante la sua visita nel Siracusano ho avuto modo di apprezzare le qualità personali e le capacità di quello che è, senza dubbio, il miglior candidato alla Presidenza della Regione. Sono certa che Micari e il suo governo potranno fare grandi cose per Siracusa e per la Sicilia”. Lo dice Marika Cirone Di Marco, parlamentare regionale del PD che oggi ha accompagnato il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Siciliana nel corso delle sue tappe a Siracusa ed in provincia.  

 

(nella foto, marika Cirone Di Marco e Fabrizio Micari durante la visita all'Ospedale di Lentini)

*di Marika Cirone Di Marco, parlamentare regionale del Partito Democratico  -- 

 

La XVI legislatura regionale che si chiuderà il prossimo 5 novembre resterà nella storia politica siciliana come quella che ha visto la presenza più numerosa di rappresentanti femminili. Dal 1947 al 2017, su 734 deputati solo 40 sono state le parlamentari, di cui 14 in questa legislatura. Di queste 14 deputate, 6 sono state elette nel PD, 6 nel Movimento 5 Stelle e per la prima volta in 70 anni le province di Enna, Ragusa e Siracusa hanno espresso deputate.

 

Nel quinquennio “crocettiano” per la prima volta (e di questa scelta, difesa con ostinazione, va dato atto al presidente Crocetta) su 47 assessori regionali che si sono alternati, 18 sono state le donne impegnate in tutti i settori dell'amministrazione regionale, una delle quali ha ricoperto e ricopre tuttora la carica di vicepresidente della Regione. In due Commissioni legislative dell’Ars sono state elette presidenti due deputate e due gruppi parlamentari hanno avuto alla guida presidenti donne, sia pure con differenti modalità. Per chi come me ha attraversato il '900 con le sue tappe fondamentali nella costruzione di una democrazia delle pari opportunità tra uomini e donne, questi dati non sono mera contabilità: rivelano che in Sicilia sono stati aperti percorsi di nuove responsabilità e nuove possibilità nelle istituzioni.

 

Quanto questo sia ripetibile o consolidato è altro ragionamento: dalle prime avvisaglie del dibattito pubblico di questi difficili esordi di campagna elettorale e dalla riduzione del numero dei parlamentari da 90 a 70, emergono segnali che invitano a pensare che la XVI legislatura resterà per un po' di tempo un unicum, anche in questo campo. A meno che anche di questo tema non si faccia un punto di riflessione e proposta nella campagna elettorale e nei programmi di governo, impegnando le nuove leve a parlarne con sempre maggiore attenzione e convinzione, ed i candidati alla Presidenza a farne un punto di riconoscibilità.

 

“La nomina dei Commissari straordinari dei Parchi archeologici di Naxos e di Selinunte, cui sono conferiti i compiti ed i poteri dei rispettivi Comitati tecnico-scientifici ormai scaduti giunge inopportuna oltre che viziata da difetto di motivazione”. Lo dice la parlamentare regionale PD Marika Cirone, che sull’argomento ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche dalle deputate Antonella Milazzo(PD) e Mariella Maggio (Gruppo Misto).    “Procedere a nuove nomine proprio a pochi mesi dalla chiusura della legislatura piuttosto che pensare al rinnovo del comitato tecnico scientifico – sottolineano le parlamentari  regionali -  è una scelta non accettabile, senza contare per altro che a supporto della scelta fatta, - continuano - nei decreti di nomina dei Commissari si riporta il contenuto di un disegno di legge che l’ARS si appresterebbe ad approvare ma che, allo stato, non è fonte di diritto ed, anzi, non esiste nell’ordinamento giuridico regionale. E’ indispensabile – continuano – che il Governo revochi in autotutela i decreti 7 con i quali sono stati nominati i Commissari straordinari dei Parchi archeologici di Naxos e di Selinunte procedendo alla ricostituzione dei rispettivi Comitati tecnico-scientifici”.  

“Il provvedimento del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che sospende, su richiesta di Assoporto Augusta, il  decreto del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha destinato per i primi due anni, quale sede dell’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale  il porto di Catania e non quello di Augusta, individuato come  ‘porto core’ della Sicilia orientale dall’Unione Europea, rappresenta certamente una vittoria per un territorio penalizzato da decisioni arbitrarie e fondate su motivazioni destituite di ogni fondamento”. Lo dice la parlamentare regionale PD Marika Cirone.

“Sarebbe opportuno  a questo punto – continua - evitare il penoso e imbarazzante ricorso al Tar. Il presidente della Regione Rosario Crocetta, prendendo atto delle numerose richieste, arrivate dalla politica, dalle organizzazioni sindacali e dai cittadini - prosegue Cirone – rispetti gli impegni assunti e le rassicurazioni date  ritirando, con immediatezza,  le due lettere che hanno portato alla firma del decreto,  e riconsegni alla città di Augusta il ruolo riconosciuto di porto Hub del Mediterraneo. E’ necessario definire finalmente gli ambiti  di competenza  dei due porti che fanno parte dell’autorità di sistema portuale della Sicilia orientale – conclude - indirizzando  il traffico commerciale ad Augusta e quello crocieristico-diportistico a Catania specializzando i due siti  e favorendone tuttavia  l’integrazione”.

“A dieci anni dall’approvazione della norma che disponeva la stabilizzazione del personale impegnato nella catalogazione dei beni culturali, la disposizione è rimasta solo sulla carta: si proceda al più presto alla stabilizzazione di questo personale che opera da circa 30 anni per il censimento, l’inventariazione e la catalogazione dei beni culturali in Sicilia”. Lo dice Marika Cirone Di Marco, parlamentare regionale del PD, che ha presentato una interrogazione all’assessore ai Beni Culturali.

 

Nell’interrogazione la parlamentare ricorda che la stabilizzazione di questo bacino è prevista dalla legge regionale 5/12/2007 n. 24 “in considerazione dell'interesse strategico che l'attività di catalogazione riveste per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali”. La stessa norma ha statuito, inoltre, che nelle more della procedura di stabilizzazione la "Società beni culturali S.p.A.", poi trasformata in SAS, si sarebbe avvalsa del suddetto personale, già in servizio con contratto di diritto privato a tempo determinato per la realizzazione del catalogo unico regionale dei beni culturali.

 

“Si tratta – aggiunge Cirone Di Marco – di un bacino composto da archeologi, archivisti, architetti, bibliotecari, informatici, fotografi, la maggior parte di loro presta servizio negli uffici periferici dell’assessorato ai Beni culturali per sopperire alle carenze di organico determinatesi a seguito dell’esodo di personale andato in pensione. Nonostante sia trascorso un decennio dalla loro entrata in vigore le norme sulla stabilizzazione sono rimaste lettera morta e per di più a tale personale si nega tuttora il riconoscimento dell’effettivo ruolo rivestito all’interno dell’amministrazione: i catalogatori, infatti, sarebbero esclusi dalla ricognizione che l’amministrazione regionale sta effettuando ai fini della rilevazione dei fabbisogni e della determinazione della pianta organica”.

Una sedia rossa con un cartello “posto occupato” nel giardino di Palazzo dei Normanni: è il simbolo dell’impegno assunto dall’Assemblea Regionale Siciliana contro ogni forma di femminicidio e violenza sulle donne. L’iniziativa, promossa dalla parlamentare regionale del PD Marika Cirone di Marco, è stata presentata questa mattina a Palermo con una breve cerimonia durante la quale è stata collocata nei giardini del Parlamento siciliano una sedia verniciata di rosso.

 

“Un simbolo – ha detto Cirone – una presenza che sottolinea l’assenza delle tante donne vittime di violenza, fisica e psicologica. Il progetto ‘posto occupato’ intende sensibilizzare amministrazioni e istituzioni locali collocando sedie e panchine rosse nei luoghi di incontro pubblico ed istituzionale delle nostre città, proprio ad indicare l’impegno sempre più necessario a difesa delle donne. La Sicilia ha una legge regionale che promuove misure a sostegno delle tante associazioni e strutture che, con il loro lavoro quotidiano, hanno aiutato molte donne a reagire e denunciare.  Questa sedia rossa nei giardini dell’Ars – ha concluso Cirone – rappresenta come detto un simbolo di sensibilizzazione ma anche uno stimolo a fare meglio e di più”.

 

Alla cerimonia erano presenti il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, i vicepresidenti Antonio Venturino e Giuseppe Lupo, il presidente del gruppo PD Alice Anselmo e la promotrice del progetto ‘posto occupato’ Maria Andaloro.

“Abbiamo lavorato per creare una connessione tra le esigenze dei disabili e dei soggetti che se ne occupano e le istituzioni regionali che devono dare risposte concrete. L’approvazione del Piano per le disabilità gravissime rappresenta un passo importante in questa direzione, ma stiamo lavorando a tutto campo per affrontare i diversi problemi legati al mondo della disabilità: in questo senso grande importanza ha il Piano di integrazione sociosanitario che permetterà di affrontare in maniera organica la questione e di dare una nuova impostazione a cominciare dall’inserimento nel sistema e  riconoscimento del ruolo delle IPAB”. Lo dicono Marika Cirone Di Marco e Giuseppe Arancio, parlamentari regionali del PD e componenti della commissione sanità all’Ars. 

“L’ennesima inchiesta giudiziaria relativa al sistema regionale di smaltimento e trattamento dei rifiuti che svela, ancora una volta, quanto il settore sia dominato da interessi illeciti impone provvedimenti consequenziali nei confronti degli uffici competenti non escluso la rotazione del Direttore regionale del Dipartimento, quanto meno per culpa in vigilando”. Lo dice la parlamentare regionale PD Marika Cirone Di Marco, che sull’argomento ha presentato un’interrogazione, a proposito della vicenda giudiziaria che ha scoperchiato il sistema di interessi e connivenze intorno all’impianto di trattamento per rifiuti speciali sito in località Bagalì, a Melilli. “L’indagine in corso ha evidenziato un assoluto disprezzo dei provvedimenti autorizzativi e della normativa ambientale reso possibile grazie ad una estesa rete di connivenze e corruzione trasversali ad alcune istituzioni, - sottolinea la parlamentare - ma si è sostanzialmente consumato in uffici regionali cardine nel settore dei rifiuti, qual è quello competente al rilascio delle autorizzazioni, con comportamenti gravissimi che lasciano presumere una permanente deviazione delle funzioni pubbliche in favore di imprese private operanti nel settore dei rifiuti. Al fine di fare chiarezza e restituire ai cittadini il segnale di una pubblica amministrazione in grado di operare un cambiamento in un settore delicatissimo quale la gestione del ciclo dei rifiuti – conclude Marika Cirone  - appare urgente ed indifferibile la verifica puntuale di ogni singolo atto adottato in materia di discariche dagli uffici regionali coinvolti dai provvedimenti della magistratura al fine di accertarne la legittimità o di disporne la revoca”.

Regione. Cirone: indignata per balletto nomine

Venerdì, 24 Marzo 2017 16:14 Pubblicato in Comunicati HOME
"Provoca indignazione lo spettacolo del balletto delle nomine in cui il Governo regionale è impegnato da giorni". Lo dice la parlamentare regionale PD Marika Cirone Di Marco.    "La ridda di nomi e dei loro sponsors, il saliscendi di quotazioni in testa a questo o quel patrocinatore  - sottolinea - consolidano la distanza tra istituzioni e opinione pubblica. Mentre il mondo degli Enti locali,del lavoro e delle imprese chiede aiuto - prosegue Cirone - la rissa nel Governo e tra questo e le forze politiche mostra il volto deforme di un potere senza senso.Si ponga fine con immediatezza  a questo passaggio indecoroso - chiede la parlamentare - e si lavori con determinazione a varare la legge finanziaria e il bilancio, su cui troppi ritardi stanno maturando. Ogni ritardo in questa materia ricadrà pesantemente sul funzionamento dei vari rami della Regione, già ampiamente provati, e si tradurrà in una penalizzazione ingiustificata di categorie sociali e lavoratori. La richiesta di una nuova proroga dell'esercizio provvisorio fino alla fine del mese di aprile è di per se una manifestazione di impotenza a cui opporsi. Essa  rischia di trasformare il Parlamento in un suk, di sottoporre la delicatissima e precaria condizione del bilancio ad un assalto da saldi di fine stagione, di rinviare a motivo dei passaggi successivi di verifica e controllo l'attuazione delle leggi di spesa. In questo clima conflittuale e confuso potrebbe essere compromessa l'azione di risanamento dei conti e di parziale riqualificazione della spesa, di cui a ragione questo Governo e la sua maggioranza possono vantarsi e la cui veridicità' si è potuta cogliere con i risultati del raggiunto equilibrio di bilancio del 2016. È necessario che la responsabilità e  le buone volontà prevalgano - conclude - e che gli strumenti finanziari siano prontamente approvati assicurando equità e rigore nella linea di un'azione che ha rimesso in cammino la Sicilia. Credo che il PD regionale, ai massimi livelli, debba impegnarsi perché questo accada; se non lo farà, anche questo sarà ricordato come un appuntamento mancato" .  
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